Claudia Guenzi
Claudia Guenzi
Head of Smart Infrastructure, Siemens S.p.A.
Cosa significa la curiosità per Lei?
Per me la curiosità è la capacità di guardare oltre ciò che conosciamo già. È il desiderio di capire, di fare domande, di non accontentarsi della prima risposta; continuare a imparare e guardare al cambiamento come a un’opportunità. Per me essere curiosi significa anche riconoscere che possiamo imparare da chiunque: da un collega, da un cliente, da un
collaboratore... In un mondo che evolve rapidamente, è una competenza essenziale per crescere e innovare.
Quale parola associa spontaneamente alla curiosità?
Scoperta. Perché la curiosità è il primo passo di ogni scoperta, grande o piccola che sia. Ogni volta che siamo curiosi allarghiamo il nostro orizzonte: scopriamo un'idea nuova, una prospettiva diversa, una soluzione che fino a un momento prima non riuscivamo a vedere. La curiosità apre porte che spesso non sapevamo nemmeno esistessero e ci permette di vedere possibilità dove altri vedono solo vincoli.
Le viene in mente un momento in cui la curiosità ha cambiato profondamente la Sua vita o carriera?
Più che un momento specifico, penso alle volte in cui ho scelto di uscire dalla mia zona di comfort accettando nuove sfide. La curiosità mi ha sempre aiutata a vedere il cambiamento come un’opportunità di crescita. La curiosità ha la forza di spingerci ad attraversare confini che da soli difficilmente supereremmo portandoci a scoprire nuove opportunità e capacità che non sapevamo di avere.
Come si crea, in azienda, una vera «cultura della curiosità»?
Partendo dall’esempio. Quando i leader ascoltano, fanno domande e valorizzano punti di vista diversi, le persone si sentono incoraggiate a contribuire e innovare. Se riusciamo a trasformare le domande in uno strumento di crescita, parte della cultura aziendale, riusciamo a creare anche una cultura della curiosità grazie alla quale l’innovazione e il
cambiamento diventano strutturali.
Qual è la domanda migliore che Le sia mai stata posta?
"Quale decisione prenderesti se non avessi paura di fallire?" È una domanda che aiuta a distinguere i limiti reali da quelli che ci imponiamo da soli. Credo che questa sia una domanda che dovremmo porci più spesso, soprattutto nei momenti di cambiamento: non per eliminare la paura, ma per evitare che sia lei a decidere per noi.
Cosa suscita attualmente la Sua curiosità, a livello privato o professionale?
Sicuramente l’intelligenza artificiale e il modo in cui potrà trasformare il nostro modo di lavorare e di vivere. Ma la mia curiosità non riguarda solo la tecnologia in sé: mi interessa soprattutto capire come può aiutare le persone a prendere decisioni migliori e a dedicare più tempo alle attività che generano vero valore. E’ l’intersezione tra innovazione, competenze umane e creazione di valore che oggi alimenta maggiormente la mia curiosità.
Foto: © Siemens